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Una città, finché una sua pietra sta ancora ritta,
non può dirsi scomparsa e meta solo della memoria.

G.Ungaretti, "il deserto e dopo"


Il Castello scavato nella roccia di Gagliano Castelferrato

Dall'antichità ai Bizantini


Ogni pietra e ogni grotta mostrano i segni della presenza di culture diverse che nel corso dei secoli si sono avvicendate in questi luoghi. La presenza di civiltà diverse stanziate nelle grotte in epoche successive al paleolitico affermerebbe l'uso abitativo millenario delle caverne, continuato fino all'era moderna. Purtroppo la data dei primi insediamenti è difficile stabilirla in quanto nessuno ha mai condotto ricerche a livello archeologico. Abitato probabilmente molto tempo prima della venuta dei Sicani (1300 a.C. circa) , numerose sono le testimonianze di tombe rupestri sparse nel territorio nell'ingresso delle quali spesso sono incisi motivi a spirale e triangoli. Anche la stessa Gagliano fu edificata a ridosso di quella che doveva essere una necropoli; si possono ammirare ancora oggi percorrendo la circonvallazione alcune tombe scavate nei massi. Dagli Arabi alla conquista di Gagliano, dai Normanni agli Svevi, la guerra del Vespro, dal XIV al XVIII secolo: le Signorie della Terra Galeani, dall'unificazione italiana alle due guerre, dall'avvento della Repubblica ai giorni nostri, lunghissima la storia di questa città. Gagliano, nel Dopoguerra, si presentava poverissima e alquanto distrutta. Il notevole miglioramento avvenne quando fu data la notizia della scoperta di importanti bacini metaniferi nel sottosuolo. Pagina importante di storia la venuta a Gagliano di Enrico Mattei dove tenne il suo ultimo discorso pubblico il giorno stesso della sua tragica morte avvenuta nei cieli di Bascapè il 27 ottobre 1962. Mattei, presidente della sua creatura, l' ENI, monopolio delle attività petrolifere, diede la notizia ai gaglianesi e invitò gli stessi a far ritornare gli emigrati perché a Gagliano ci sarebbe stato bisogno di molta manodopera, in quanto era sua intenzione costruire un polo industriale in quella povera terra. Immaginarsi il grande giubilo nei cittadini. Mattei fu acclamato come colui che finalmente avrebbe liberato Gagliano dalla miseria in cui versava. Promesse che furono smentite dopo la sua morte dalla dirigenza dell'ENI, ma che portarono tutti i gaglianesi a indire uno sciopero a cui parteciparono in massa. Furono scontri duri con i poliziotti che lanciavano lacrimogeni e assalivano a manganellate. La battaglia fu vinta dai gaglianesi che ottennero in contropartita allo sfruttamento del sottosuolo la creazione di una fabbrica tessile (Lebole, poi Intesa) che diede lavoro fino alla fine degli anni Ottanta a circa 500 operai. Ormai chiusa, ha dato inizio a un flusso migratorio enorme che caratterizza purtroppo la storia dei nostri giorni. Nulla è stato fatto e nessuno ormai si preoccupa dell'economia locale, da quando Intesa è stata chiusa sembra che un velo di rassegnazione sia calato su tutti.

“Galaria Salumi”, una realtà di profumi e sapori di un tempo che fu, si pone l’obiettivo di offrire, a chi sa apprezzarli, prodotti realizzati con vecchi metodi e antiche ricette tramandate doi nostri nonni, da padre in figlio, fino ad arrivare ai giorni nostri. I nostri prodotti sono realizzati “solo” con parti selezionate di pura carne suina e sono concepiti in ogni fase della lavorazione ponendosi come obiettivo finale la qualità del prodotto anziché la quantità, la produzione avviene in un piccolo, ma moderno e attrezzatissimo laboratorio artigianale a conduzione familiare, all’ombra del castello scavato nella roccia che funge da guardiano delle antiche tradizioni. Abbiamo raccolto le vecchie ricette del paese raccontate dai nostri nonni e ormai quasi del tutto dimenticate, ridando la vita a prodotti di altissima qualità. Nascono così delizie del palato come il salame tradizionale prodotto sia col pepe nero sia col peperoncino (a scaglie e non macinato). Segue una vera e propria specialità per palati sopraffini come il salame al pistacchio, prodotto scrupolosamente con pistacchi di Bronte, che lo rendono pregiato e nello stesso tempo una prelibata specialità culinaria. Ed ecco la sorpresa: l’ultimo nato in ordine di tempo: il salame con pomodori secchi sott’olio, dove il giusto dosaggio tra i vari ingredienti, tutti rigorosamente genuini e naturali, porta come risultato finale un vero e proprio “miracolo della natura” creato solo per pochi. Altra leccornia per intenditori è la “ventrisca” (pancetta), prodotta solo con la parte di suino da cui prende il nome, con una particolare lavorazione e stagionatura, essa viene interamente cucita a mano, bella a vedersi, sublime a mangiarsi. La salsiccia secca (da non confondere con il salame), che i nostri nonni realizzavano solo per un consumo casalingo e infine il “capicollo”, anch’esso realizzato solo con parti nobili scartando ciò che non fa parte della vecchia tradizione. Insomma tutti i prodotti che sono nati seguono scrupolosamente le vecchie ricette e il vecchio metodo di lavorazione anche se realizzati in un laboratorio costruito secondo i canoni dettati dalle attuali norme vigenti in materia.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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