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Piangentinu ennese
Il "Piangentinu ennese" viene
ancora prodotto con tecniche tradizionali. Il latte
con aggiunta di zafferano coagula in una tina di legno
a 32-35°C con caglio in pasta di agnello o capretto.
La cagliata viene fatta spurgare con le mani dopo essere
stata posta in canestri di giunco "fascedde"
che lasciano sulla superficie del formaggio una particolare
modellatura. All'atto dell'incanestratura viene aggiunto
pepe nero in grani. Viene poi scottata, posta su un
tavoliere di legno ad asciugare e poi salata.
È un formaggio a pasta dura, semicotta, con crosta
canestraia giallo oro. Il Piacentinu ha una pasta che
può essere tenera o semivitrea, di colore giallo
oro con presenza di lieve occhiatura formata dai grani
interi di pepe nero.
Il vero "piangentinu ennese" è un formaggio
non troppo piccante, caratterizzato dall'inconfondibile
aroma dello zafferano e da grani di pepe nero: un prodotto
dalle origini antichissime, al quale la tradizione attribuisce
qualità antidepressive ed energizzanti. Si vuol
fare risalire questo prodotto ai tempi della dominazione
normanna in Sicilia, nel primo secolo dopo il Mille.
Una leggenda vuole che Ruggero I° il Normanno, preoccupato
per la invincibile depressione della moglie Adelasia
del Monferrato, peraltro ghiotta di formaggio, pregare
i casari che abitavano intorno a Henna, il più
antico dei cosiddetti "monti della lana" di
preparare per lei un formaggio con l'aggiunta di zafferano
, spezie della cui virtù antidepressive il Re
Normanno era convinto assertore.

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La nostra casa n`abbrazza e ni vasa
(La nostra casa ci abbraccia e ci bacia, ossia
ci accoglie calorosamente)
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