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olive

olio d’oliva

Circa 8000 anni fa l'ulivo era già coltivato in Medio Oriente e le prime coltivazioni si ebbero molto probabilmente in Siria o Creta. I Fenici in seguito diffusero questa coltivazione su tutte le coste del Mediterraneo, dell'Africa e del Sud Europa. Fin dall'inizio l'ulivo e i suoi frutti sono stati presenti nella storia degli uomini sia nei riti sacri che nella vita quotidiana, l'olio infatti venne utilizzato non solo per arricchire gli alimenti ma anche nei massaggi e nella cosmetica. Nei poemi omerici l'olio era usato esclusivamente per la pulizia e l'igiene.
Con i Greci le coltivazioni d’ulivo divennero sempre più numerose, ma furono i Romani che provarono a coltivare in ogni territorio conquistato questi frutti polivalenti (trascurando in alcuni casi le coltivazioni esistenti dell'Italia meridionale).
In molti casi i Romani ordinarono alle popolazioni conquistate il pagamento dei tributi sotto forma d’olio d’oliva. Sempre i Romani riuscirono a costruire i primi strumenti per la spremitura delle olive e a perfezionare sempre di più le tecniche per conservare l'olio.
I numerosi utensili per la raccolta e la spremitura delle olive, rinvenuti dagli archeologi in vari scavi nell'area mediterranea, nonché diversi passaggi della Bibbia e del Corano dimostrano l'importanza storica di questo frutto dell'ulivo e del lavoro degli uomini.
Dopo un lungo periodo di declino, dovuto alla caduta dell’impero romano e alle invasioni barbariche, la coltura dell’olivo, sopravvissuta nei monasteri, riacquista un posto preminente dal Dodicesimo secolo, quando l’olio torna protagonista dei commerci, contribuendo alla fortuna dei diversi Stati.
Ai giorni nostri, sono soprattutto gli anni Cinquanta a segnare l’espansione nel resto del mondo della "cultura" dell’olio, a seguito della "scoperta" delle sue ineguagliabili qualità nutritive.
Anche all'alba del terzo millennio l'olio di oliva costituisce un prodotto carico di misticismo e soprattutto un componente fondamentale della ormai famosa dieta mediterranea.

lattina olio

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Nocellara del Belice Sicilia Occidentale
La Sicilia può essere considerata "l' Eldorado" dell'olio da olive. Abbiamo scelto solo tre cultivar, tra le tante e diverse che in questa terra crescono magnificamente. Una per ogni punta della Trinacria, come gli Antichi chiamavano la Sicilia, appunto per la sua forma triangolare. Anche qui la fedeltà della cultivar per la terra è evidente, si fa sofisticata e diventa addirittura "fedeltà zonale". La punta occidentale della Sicilia è di dominio della Nocellara del Belice con epicentro in Selinunte. Pianta di medio fusto caratterizza il paesaggio che condivide con i filari di viti di Nero d'Avola e Nerello Mascalese. L'olio selezionato proviene dalle colline di Castelvetrano sotto Palermo qui si cura direttamente la coltivazione e la produzione dell'olio con un frantoio in continuo e macine in granito per l'equilibrata estrazione dei polifenoli che in questa cultivar sono di eccelsa qualità.
Descrizione
-Colore: verde-bottiglia con pochi riflessi dorati
-Profumo: dominanti profumi di sedano e ravanelli con sentori di verdure fresche
-Sapore: dolce mai amaro esprime freschezza e pulizia, saporito pizzica subito e conferma la sua origine siciliana
-Carattere: sospensioni preziose lo rendono opalescente e apprezzabile in bocca

Impiego consigliato
-salsa d'aglio e melanzane
-sul fiore sicano, formaggio ammuffito molle a pasta cruda
-pasta con le melanzane
-insalata di aranci con zucchero e giro d'olio di nocellara
-spada alla griglia con salmoriglio d'aglio e nocellara

Abbinamenti d'eccellenza
-caponata di melanzane

Biancolilla Sicilia orientale
La punta orientale della Sicilia vede crescere questa cultivar che prende il suo bellissimo nome dai colori che caratterizzano la sua invaiatura, cioè la sua maturazione. L'oliva immatura è pressochè di colore bianco, e non verde come le altre, e vira al lilla nel momento della sua invaiatura. Il clima è davvero speciale se consideriamo l'influenza che hanno i due mari, lo Ionio ad est e il Tirreno a nord, nel condizionare venti, umidità e temperature; ma forse da qui deriva la peculiarità di questa cultivar che dà un olio delicato e romantico come se fosse "nordico" tanto è delicato, dolce, garbato e degno di piatti delicati di pesce bollito o di formaggi freschi. L'olio che abbiamo selezionato proviene dalle falde dell'Etna dove, sebbene esista un clima vulcanico e all'apparenza inospitale e scorbutico, si ottiene quest'olio contraddistinto per le sue espressioni suadenti e dolci. Il frantoio in continuo dell'amico Ettore e la sua professionalità ha fatto il resto.
Descrizione
-Colore: verde con riflessi giallo scarichi
-Profumo: inizia con la mela verde e finisce con sentori di rucola
-Sapore: dolcissimo, aggraziato, composto pizzica con misura e interroga il palato per la sua origine inimmaginabile
-Carattere: fluido e fresco in bocca

Impiego
-bruschette di pecorino e melanzane
-ricotta infornata
-pasta con la ricotta
-rombo al marsala
-alici al finocchietto selvatico

Abbinamenti d'eccellenza
-involtini di spada alla messinese



 


ulivo

albero olive

centrifuga

L'olio extravergine di oliva è l'unico olio vegetale ottenuto con sola pressione, senza manipolazione o additivi chimici, a differenza degli oli di semi (soia, arachide, girasole, ecc.).
Contiene le vitamine E, A, K, D che hanno proprietà antiossidanti ed effetto protettivo sulle cellule dell'organismo. Ha un livello di acidità inferiore all'1% (1 grammo per ogni 100 gr).

L'olio extravergine di oliva, a differenza degli altri olii alimentari, è costituito prevalentemente da acidi grassi monoinsaturi, con la presenza in giusta quantità di acido grasso linoleico, polifenoli, vitamina E e beta carotene. La presenza di questi elementi antiossidanti rende l'olio extravergine particolarmente importante per la nostra salute.
E' stato infatti scientificamente verificato che il suo costante utilizzo favorisce un abbassamento del colesterolo "cattivo" (LDL) ed un contestuale innalzamento di quello "buono" (HDL) aiutando a prevenire le malattie cardiovascolari e l'artereosclerosi.

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