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Le ceramiche .. un pò di storia

Le città campane, colpite dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d. C., ci hanno fornito uno spaccato del quotidiano e della vita fermata in un giorno qualunque di quella fine di agosto. Gli oggetti di uso domestico, i cibi, le provviste, tutto è rimasto fissato in quegli attimi. Forse possiamo ancora sentire il profumo delle vivande e di quelle uova cotte nell’ingegnoso attrezzo a quattro scomparti. Il cibo non si consumava, però, solo in casa, ma, come sappiamo dalle testimonianze archeologiche, nelle città romane si poteva fare uno spuntino anche per strada, come ai giorni nostri. Numerose osterie e tavole calde affollavano le vie dei centri campani, come, più tardi, quelle di Ostia, il porto di Roma. Fantasiose e convincenti insegne invitavano gli avventori alla frequentazione del locale, decantando le vivande, il vino ed altre "offerte" della "casa".

Il vasellame da mensa

Ieri, come oggi, i ricchi potevano sfoggiare mense fastosamente imbandite, non solo con vivande ricercate, ma anche con utensili e stoviglie di pregio, a sottolineare lo status del padrone di casa. Accanto a qualche eccezionale esempio di servizi da tavola in metalli preziosi, è la ceramica a farla da padrona in questo settore. Le produzioni ceramiche greche, etrusche, italiche e romane testimoniano, infatti, di un’ampia varietà di forme destinate al servizio ed alla apparecchiatura della mensa. Nel mondo romano, dalla prima età imperiale (I sec. a.C.), si cominciano a diffondere tipi di ceramica fine da mensa di colore rosso-arancio, dall’argilla compatta, dura e molto depurata, che prendono il posto delle ceramiche a "vernice nera" di tradizione ellenistica. A queste classi gli studiosi danno nomi derivati dai centri di produzione: tra queste si distinguono le fabbriche della "ceramica aretina" che producono vasellame, coppe e piatti di estrema eleganza formale "firmati" dal fabbricante. Verso la fine del I sec. d. C., si assiste ad un fenomeno che non ha confronti nel settore. Le officine delle province africane dell’Impero, della Mauretania e dell’Africa Proconsolare, soppiantando le produzioni "europee", impongono nei mercati del mondo allora conosciuto i loro prodotti. La "terra sigillata africana", che raggiunge nella varietà delle forme, dei tipi e delle tecniche produttive, i più diversi insediamenti ed i più vari strati della società, monopolizza il commercio del vasellame fine da mensa per ben sette secoli, fino alla fine dell’antichità classica.

L’acqua

Nell’acqua si sono sviluppate le prime forme di vita, e l’acqua è presupposto della vita stessa: senza di essa nessuna comunità umana avrebbe potuto nascere. Gli antichi erano consapevoli di ciò, tanto è vero che fin dai primordi, per mezzo di un sistema di pozzi, gallerie e condotti, hanno canalizzato le acque che dovevano servire sia per irrigare i campi, sia per rifornire del prezioso liquido le città. I Romani, in particolare, hanno dato grande impulso alla distribuzione delle acque, realizzando per le loro città una imponente rete di acquedotti, (i cui resti sono tuttora visibili in alcuni tratti di campagna specialmente intorno ai grandi centri urbani, come a Roma) che servisse tutte le città situate sul territorio della penisola italiana. Legno e terracotta, inizialmente, furono i materiali di cui erano composti i recipienti che dovevano contenere l’acqua o il vino, da versare ai commensali durante i pasti, per essere sostituiti poi, nel corso del tempo, dalla ceramica, dal vetro e da materiali più pregiati quali l’argento, spesso finemente cesellato. L’invenzione del vetro non è riconducibile ad un’epoca o ad un luogo preciso: sappiamo che già in epoca assira e babilonese era in uso un processo di invetriatura, ma per trovare dei recipienti di vetro vero e proprio dobbiamo arrivare al 1500 a.C. circa. La scoperta della tecnica di lavorazione a vetro soffiato, avvenuta probabilmente nella Fenicia alla fine del I sec. a. C. circa, permise una larga diffusione di questo materiale in tutto il territorio dell’Impero, producendo, nel tempo, oggetti (vasi, bicchieri, bottiglie) di squisita fattura.

 

Le ceramiche

Il vasellame da mensa

L’acqua